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IL NOSTRO AMICO JOHN SILVESTER

maggio 25, 2021

Noi, i suoi amici di OZONE, con profonda tristezza, dobbiamo dare la notizia che il nostro amico John Silvester, magistrale pilota di volo bivacco e pioniere del parapendio himalayano, ci ha lasciato domenica dopo un infarto. Amico intimo dei fondatori di Ozone: Mike Cavanagh e Rob Whittall, John era un avventuriero del volo libero unico nel suo genere, che ha diffuso un’incredibile quantità di amore e positività attraverso il nostro sport sin dal suo arrivo, provenendo dal mondo dell’arrampicata negli anni ’90. La passione di John per il volo sulle grandi montagne e la condivisione con gli altri non è mai venuta meno e la sua agenzia Himalayan Sky Safaris vive grazie ai suoi partner Jim Mallinson e Eddie Colfox. Nelle loro parole, ecco un ricordo di John:

John è stato un pioniere non solo del volo in parapendio, ma anche di molte vie di arrampicata in Galles, sulle Alpi e nel Karakorum Pakistano. Era un padre amorevole per Dru e Molly ed il partner della loro madre, Nicky. Ed era un amico meraviglioso, apprezzato da tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo.

Eddie:

Ho incontrato John per la prima volta al British PG Nationals del 1994. Ero un semplice pilota alle prime armi che era riuscito ad aggiudicarsi una wid card per la gara. Era simpatico, amichevole e fonte di un sacco di informazioni. Io non andai poi male in quella gara, lui vinse. Allora aveva già battuto il record europeo di distanza ed era stato un membro chiave di molti team britannici di successo di PG, ed era un pilota collaudatore della Edel quando Gin era progettista.

Siamo rimasti in contatto, sfruttando assieme le giornate buone per volare in Snowdonia e vedendoci poi ai Nationals. Poi nel 2000 andammo insieme per la prima volta a Hunza, dove mi ha introdotto al vero volo sulle grandi montagne. E così l’Himalaya è diventato il mio luogo invernale per i successivi 20 anni. John era il mio compagno di volo e maestro, io il suo allievo. Lui, il maestro, riusciva sempre a trovare le linee migliori, ad andare oltre, a farlo in modo più professionale. Ci siamo divertiti molto ed ha sempre vinto, anche nel fottuto backgammon. Ma io riuscivo a camminare un po ‘più veloce di lui. Si lamentava un po’ per le sue caviglie che sembravano distrutte dai suoi exploit in arrampicata. Una volta disse che aveva iniziato ad arrampicare solo perché era un modo per rimanere in contatto con le montagne senza doverci camminare.

Jim:

Non molto tempo dopo aver imparato a volare, la mia mente rimase sbalordita quando lessi del viaggio in vol-biv nel 1997 di John e Bob Drury per 500 km attraverso l’Himalaya. Non avevo idea che si potesse fare qualcosa del genere su un parapendio, e loro l’avevano fatto attraversando il mio posto preferito nel mondo. Li ho cercati entrambi e presto sono diventato amico di Bob, ma John era più sfuggente. Si era ritirato dalla scena della competizione proprio quando ci ero entrato io. Ci siamo incrociati un paio di volte e io sono rimasto in soggezione. Non è mai cambiato veramente, ma ho avuto modo di conoscerlo molto meglio quando, con mia sorpresa e gioia, ha accettato l’invito di Eddie a unirsi a noi per organizzare tour guidati di volo-bivacco da Bir. Quei viaggi furono alcuni dei momenti migliori della mia vita. Era difficile spiegare ai nostri clienti quanto fossero privilegiati a volare con John. Ci organizzammo per lasciare abbastanza tempo libero tra i vari tour guidati per dedicarlo alle nostre avventure e grazie a John ho fatto cose che non avrei mai sognato. 

John, Eddie ed io stavamo insieme nel mio piccolo cottage a Bir, ma John non stava proprio lì, si era accampato sotto una zanzariera sulla veranda, dove passavamo lunghe serate giocando a backgammon, progettando, chiacchierando e ridendo. Oh, ricordo la sua voce stridula e la risata! Non posso credere che non le sentirò mai più.

Eddie:

Nonostante vincesse sempre, John era modesto. Lavorare con lui all’Himalayan Sky Safaris è stato un grande arricchimento per me e le mie capacità. Dovevamo assegnargli sempre i migliori clienti poiché molti erano intimiditi da lui. Ogni momento è stato vissuto al massimo e ogni giorno è stato come una task di gara – fantastico per campioni del calibro di Gavin Mcclurg ma per altri forse un po’ difficile.

Anche in Asia John veniva spesso riconosciuto. Non solo nei siti di volo. Poteva essere ad una fermata d’autobus o camminando per strada. Gli chiedevano dei suoi film e gli venivano offerti dei tovaglioli da firmare. Ha sempre dedicato il suo tempo alle persone.

John era un artista, in quanto la sua vita era un’opera d’arte. Ha lottato per fare tutto alla perfezione ed a modo suo. Si è stancato del gioco dei numeri del parapendio e lo ha riportato alla purezza dell’arrampicata, alla ricerca di nuove linee, linee non supportate, linee di più giorni e allo sviluppo del para-alpinismo. Ha condiviso queste avventure con il mondo attraverso i film che lui e Alun Hughes hanno realizzato, Nowhere to the Middle of Nowhere e Birdman of the Karakorum. Era un artista anche con la sua casa, con costanti miglioramenti apportati impiegando una miscela di materiali di recupero che lui trovava e che si adattavano perfettamente tra loro. Qui non sembrava essere competitivo, non dava importanza al tempo impiegato quanto alla forma e alla funzionalità.

Jim:

John era un pilota geniale. Il migliore con cui abbia mai volato in montagna. La sua capacità di “mungerle”, come diceva lui, surfando per miglia e miglia su creste rasente agli alberi, senza voltarsi, non smetteva mai di stupirmi e di farmi infuriare mentre cercavo invano di seguirlo. ‘Gambe di elio’, lo chiamava Eddie. La sua comprensione di ciò che era possibile e la sua capacità di farlo non erano seconde a nessuno. Aveva un modo di guardare le cose, che te le faceva vedere sotto una luce completamente nuova. E questo non si applicava solo al volo. John era un ‘bastian contrario’, mai pronto ad accettare la saggezza ricevuta. Il tempo con lui ti faceva ripensare alle cose, capovolgerle, scuoterle e riorganizzarle in qualcosa di nuovo. Era una forza tranquilla ma inarrestabile. Non ho mai conosciuto a fondo i suoi problemi di salute cronici e ora che ne so di più sono impressionato dal suo stoicismo. John era un essere umano davvero unico che non avrebbe potuto fare di più di ciò che gli era stato dato nel suo tempo troppo breve.

Eddie:

Sebbene siano stati pubblicati molti articoli su di lui e realizzati dei film, non è stato mai capace di farsi molta pubblicità, rifiutando molte opportunità per trascorrere il tempo con la sua famiglia e la comunità di Llanberis nella Snowdonia, in Galles, la sua patria adottiva. Una volta, discutendo di problemi medici preesistenti, forse perché avevo notato il suo calo nel consumo del whisky di malto, che adorava, è emerso che non solo le sue caviglie erano fottute, ma anche i suoi reni. Uno funzionava a circa il cinquanta per cento mentre l’altro a malapena.

Quando ho saputo all’inizio di questo mese che John non aveva incontrato un amico perché era un po’ malato, mi sono messo in contatto. Ci sono voluti un paio di giorni. John mi ha detto che aveva avuto un attacco di cuore e di non preoccuparmi, stava bene, era ben disposto per una vita pigra e il suo cuore era stato debole fin dalla nascita, un’informazione importante che aveva sempre tenuta nascosta al suo vecchio compagno di volo avventura.

Una perdita estremamente triste, ma è stato un privilegio conoscere un ragazzo così gentile e stimolante, con un cuore spirituale molto più forte di quello fisico.

NELL’IMMAGINE: mentre condivide uno dei tanti fuochi da qualche parte in Himalaya.
(da sinistra a destra) Jim Mallison, John Silvester, Eddie Colfox and Dean Crosby.