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Esplorando il Sudafrica con lo Speedster

January 16, 2013

Eravamo accampati con degli amici presso il Khaya nella Witteberg reserve, quando feci il primo volo su quella zona verso sera, poco prima del calar del sole. Il vento, il giorno successivo fu molto forte, perciò ci spostammo lungo una pista con il nostro 4×4, ma l’ultima mattinata calò sensibilmente e la meteo divenne favorevole al volo. Dovetti pianificare una rotta per sfruttare il vantaggio dato dalla previsione delle direzioni del vento, volando verso sud ed est in controvento per poi usare il vento di coda per il ritorno. L’area era completamente disabitata, con catene montuose che si alternavano a valli pianeggianti che conducevano verso Witteberge. Bisogna riconoscere che il Karoo, è una regione molto desolata con solo qualche rara fattoria; molte delle quali, negli anni, sono state convertite in luoghi di villeggiatura e riserve naturali; le montagne stesse hanno molte valli nascoste e prive di piste. Non è quel genere di luogo dove vi piacerebbe rimanere in  panne, ma la ricompense sono grandiose. Presi con me un po’ di acqua potabile di scorta, barrette energetiche, Razzi di segnalazione, un kit di sopravvivenza e riempii il mio serbatoio fino all’orlo. Decollare a 1000 metri di quota con un paramotore stracarico non è una cosa da poco, ma l’Ozone Speedster si sollevò senza difficoltà ed in breve mi portò verso l’ignoto.

Il primo tratto del mio percorso era verso la parte meridionale del WPNR su bellissime pianure. Andando in direzione est potevo vedere Lo Anysberg National Park, ed il territorio che scorreva sotto di me fu presto macchiato da curiose gazzelle di Thompson  (springbok) che agitavano la loro coda incerte sul fatto che io potessi essere una minaccia. Stavo volando in un dolce vento da sud ma con i trim aperti per viaggiare ad una confortevole velocità di 40 km/h rispetto al suolo. Sebbene fosse presto, il sole irrompendo da varchi tra le nuvole generava alcune piccole termiche. Questo richiedeva da parte mia un costante controllo sulla manetta; provai a volare a vari livelli, ma alla fine optai per mantenermi costantemente ad una quota di 100m sul suolo. Dopo 20 minuti di volo verso sud, virai ad ovest seguendo la valle, gratificato dalla visione delle rovine di alcune fattorie e di recinti fatiscenti. Un massiccio maschio di antilope alcina ( eland) mi osservò con disprezzo mentre le sue due compagne sbattevano le orecchie.

La valle si aprì ed in distanza potei vedere una grande fattoria, il mio primo atterraggio d’emergenza accessibile dopo 50 minuti di volo. Controllai con attenzione il livello del carburante. Stavo osservando che lungo la valle dove dovevo dirigermi il vento era nettamente occidentale, il ché avrebbe limitato la mia velocità al suolo ed incrementato il consumo di carburante. Non ero certo se questo fosse dovuto all’orografia del luogo o se le previsioni fossero sbagliate. ma la situazione del carburante disponibile era ancora accettabile; avevo impiegato 5 dei miei 14 litri di serbatoio. Per sicurezza decisi di abbreviare la rotta risalendo attraverso una valle 10 km più vicina. Virando verso nord volai a bassa quota lungo una bellissima vallata priva di qualunque traccia di passaggio umano. Uno sbigottito branco di rhebok trotterellò via per la tangente; un solitario orice (gemsbok) agitò verso di me le sue lunghe corna. Poi cominciai a salire tra le montagne.

Il vento occidentale era bloccato dalla valle ed in sua assenza le termiche avevano cominciato a ribollire. Sentendo la familiare sensazione di pendolata all’indietro quando entrai in termica, tolsi manetta per anticipare l’uscita, ma dopo alcuni secondi stavo ancora salendo. Scattò un interruttore nel mio cervello, improvvisamente non fui più un pilota di paramotore ma un pilota di cross. Rilasciando la manetta spostai il mio peso su un lato, chiusi i trim e ben presto mi trovai a termicare pigramente dentro un +1,8 m/s in una bellissima termica mattutina. Che piacere… e che vantaggio per il consumo di carburante!  Il piacere terminò ben presto, raggiunta la sommità della cresta la termica divenne turbolenta e rotta. Controllai lo scarroccio e ne compresi presto la causa: il vento occidentale era in realtà un vento da nord-ovest che si incanalava nella valle, con 90 gradi di differenza rispetto alle previsioni e questa non era una buona cosa. In 1h15′ di volo avevo consumato 9 litri di carburante e dovevo ancora percorrere tutto il ritorno volando in controvento. Riaprii nuovamente i trim, e virai verso l’unica strada che conduceva verso la riserva. Un piccolo branco di zebre correva lungo il mio percorso quasi a volermi incoraggiare.

Raggiunta la strada, virai e  mi mantenni basso usando le colline che incanalavano il vento leggermente da dietro. Il livello del mio carburante stava raggiungendo il fondo del serbatoio. ma ora potevo vedere l’imbocco del  Elandskloof e più avanti il WPNR.  Smisi di controllare il carburante, preferendo memorizzare le possibili zone d’atterraggio che man mano superavo. Entrando nella valle feci una veloce chiamata via radio:  “Witteberg International, WMX In avvicinamento a bassa quota da nord. richiedo priorità d’atterraggio su pista 01 per mancanza carburante”. Sentii le risate in sottofondo quando mia moglie rispose dalla “torre” (la nostra tenda): “WMX, atterrate a vostra discrezione. Lo Speedster mi condusse dolcemente attraverso la turbolenza e potei godere di qualche minuto di silenzio aspirando i profumi della vegetazione alpina prima di controllare il livello del carburante per l’ultima volta. Mi rimaneva appena più di un litro. Ma la mia valigia d’esperienze si era riempita fino all’orlo.

Ross Hofmeyr, SA

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