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RICHARD CARTER SUPERA LA BARRIERA DEI 300 KM IN UK

July 24, 2018

Continuano ad arrivare resoconti di voli epici dallo UK, in una delle migliori stagioni mai viste qui da molti anni.

Il 15 luglio, il nostro amico Richard Carter, che per anni è stato il detentore del record UK, lo ha superato nuovamente. Richard è la prima persona che è riuscita a superare la barriera dei 300 km sul suolo inglese, completando un volo su meta dichiarata di 301 km.

Il commento di Richard:

“Da almeno un anno stavo cercando dei luoghi dai quali fosse possibile tentare voli di 300 km. Le previsioni suggerivano che c’erano buone possibilità per un volo da Elan nella giornata di domenica. Io avevo volato in quella zona proprio il sabato per poi bucare ben due volte.

Questo probabilmente mi fu d’aiuto, visto che trascorsi il resto del pomeriggio riposando e pensando al volo di domenica. Quello che volevo era la barriera dei 300km, e se tutto fosse andato come previsto c’erano effettivamente delle possibilità.

Ma non si trattava di una di quelle ‘ovvie’ giornate da record: nessun aumento dell’intensità del vento dopo il decollo e lungo il percorso le termiche erano piuttosto deboli. Mi trovavo là, in mezzo al Galles ed almeno volevo provarci, ma sapevo che le possibilità erano solo del 50%. In decollo c’eravamo solo io e Piers Nesbitt, il presidente del club locale. Riuscimmo a spostarci dal luogo solo verso le 11.30 dopo che entrambi avevamo rischiato di bucare. Volammo assieme per i primi 70/80 km, che fu di buon aiuto quando ci trovammo un po’ bassi in un punto al termine di una lunga planata e Piers trovò l’ascendenza.

Dopo poco ci perdemmo di vista ed io cominciai a spingere un poco di più, perché ero certo che spostandomi avrei evitato errori madornali. La base era ora intorno ai 1800m mentre mi avvicinavo a Shrewsbury e poi a Stoke on Trent.

Ora mi trovavo in uno spazio aereo controllato che limitava la mia quota al FL55 (1676m) così cominciai ad abbandonare le ascendenze in anticipo. Le termiche erano spesso rognose da lavorare così alcune volte mi spingevo oltre perché non potevo lavorare con le ascendenze. Mi stavo ora avvicinando a Derbyshire, il mio volo di casa, alla distanza di 130 km. Cambiai la frequenza radio perché avevo perso Piers e volevo chiamare qualcuno dei locali per sapere se il corridoio di Upton era aperto, sfortunatamente non ottenni nessuna risposta coerente. Ma fortunatamente non ne ebbi bisogno, perché quando raggiunsi l’altopiano del Derbyshire peak district le termiche e le nubi divennero molto più facili da lavorare. Le nubi rimanevano formate più a lungo e le termiche erano molto più graduali, proprio come piaceva a me.

Mi stavo ora avvicinando al varco tra Leeds Bradford e l’aeroporto di Doncaster. Lo spazio aereo controllato qui si abbassa dal FL55 a FL45 (1371m). In un cielo così attivo non ero sicuro di riuscire ad attraversare la zona rimanendo sotto il livello di volo, per questo, deliberatamente, mantenni una linea di volo lontana dai cumuli per evitare di essere aspirato dentro lo spazio aereo controllato. Appena lasciata la zona del FL45 trovai una bella ascendenza che mi portò a 2100m, il punto più alto del mio volo. Era bello poter nuovamente usare il cielo in maniera opportuna. Gli ultimi 100 km furono un classico volo termica e plana, a volte con spazi di 20 km tra una termica e l’altra. Mi trovavo in planata a nord di  Malton e sembrava che sarei riuscito solamente a battere il record britannico di 281km, ma senza un posto logico dove poter sperare nella termica successiva, quando vidi uno stormo di gabbiani girare in tondo e mi diressi a prendere quella termica, e solo allora, per la prima volta, comincia a credere che i 300km oggi avrebbero potuto diventare realtà. Crederci almeno quel tanto per riuscire a sperarlo dentro di me.

La planata finale andò bene e la mia efficienza si mantenne sempre superiore al necessario, e riuscii ad entrare nel cilindro di boa con più di 300m di margine. Il  terreno cominciò ad abbassarsi in prossimità della costa, così io guadagnai ancora un po’ di quota sufficiente per estrarre il mio telefono e fare qualche foto. Atterrai in un campo vicino al villaggio di Cloughton in prossimità della strada principale giusto per agevolare il recupero, visto che erano ormai le 19.30. Missione compiuta.

Telefonai a Lee chiedendogli di trovarmi un hotel per la notte, dato che l’ultimo treno era partito già da un pezzo, e poi chiamai Piers per dirgli che era tutto ok.

La mattina successiva, alle 6 mi trovavo già sul treno per Caersws, mid Wales, dove mi sarei incontrato con Piers”

Richard ha volato con il suo Zeno.

Per il tracklog click QUI

Congratulazioni Richard per questo volo realmente epico!
Ciao da tutto l’OZONE Team.