Loading Icon Black

Yassen Savov stabilisce un nuovo record nei cieli di casa

August 12, 2017

Tra tutti gli ingredienti necessari per fare un record di volo, quello favorito di Yassen è l’immaginazione. L’otto di agosto,    Mr. Savov ha pensato di decollare dal nordest della Bulgaria e di atterrare su una spiaggia greca. Il risultato è un nuovo record bulgaro di distanza ed un volo fantastico. Perciò ecco il racconto di un’altra avventura dal nostro amico Yassen Savov:

“Il volo di cross Cross è una specie di alpinismo, solo rovesciato: da verticale a orizzontale, nel suo nucleo la stessa avventura attraverso lo spazio, la sfida del raggiungere quel luogo che sta oltre, più alto, più profondo, ai limiti estremi di ciò che sai e che puoi fare, quel luogo che ti obbliga a concentrarti su tutte le tue capacità per conquistare quello spazio e tornare giù un uomo migliore, ispirato, dopo aver completato qualcosa di bello, ma completamente inutile.

Nella sua fluidità, tuttavia, è più come lo sci – le linee disegnate che scorrono senza intoppi sulla tela del tuo paesaggio, limitate solo dalle leggi della fisica e dalla tua immaginazione.

Parlando di immaginazione, viste le previsioni, mi resi conto che avrei potuto tracciare una delle mie linee da sogno il giorno successivo, così comprai un biglietto per il treno notturno da Sofia e trascorsi tutta la notte su di esso per raggiungere l’altro lato del paese, fino alle pianure del nord-est e il villaggio di Nevsha, dov’era il decollo. Scesi dal treno notturno alle 5 del mattino, dormii un po’ sulle panche di legno della stazione ferroviaria di Shumen, poi presi un secondo treno fino alla stazione di Nevsha, ed infine scroccai un passaggio da un camion carico di grano diretto al villaggio stesso, feci colazione nella piazza del paese, chiacchierando con alcuni abitanti del luogo che fumavano bevendo i loro caffè, loro spiegarono al ragazzo di Sofia dove acquistare pane e generi alimentari e gli raccontarono cosa accade da quelle parti, mentre il ragazzo di Sofia raccontò loro come buttava dalle sue parti. Ero già stato lì un paio di giorni prima, chiedendo a tutta la piazza dove trovare qualcuno che mi portasse sulla sommità della collina di 200m, dove era posto il decollo. Erano rimasti pochi giovani nel villaggio, la maggior parte, come per tutti i villaggi della Bulgaria, erano partiti per cercare lavoro in città, oppure all’estero. Ma un giovane che lavorava come operaio per il municipio mi chiese: “Che ne dici di un cavallo?” “Certo. E ‘più romantico salire con quello, andiamo.” Ci accordammo per 10 leva (5 euro), abbandonò immediatamente il lavoro, andò a prendere  cavallo e carretto e mi portò al decollo. Ma quella era stata la volta precedente che ero stato lì, questa volta alcuni amici di Shumen mi diedero un passaggio ed il tempo di percorrenza per salire alla cima scese da 40 a 4 minuti. Meno romantico, ma più efficiente. Forza, andiamo a volare.

Subito dopo di noi, arrivò in decollo anche George, un pilota greco che vive in Bulgaria insieme al quale, avevo viaggiato tutto il giorno per raggiungere quell’angolo di Bulgaria che è il più distante dal suo paese. Gli dissi: “Bella George! tu vieni proprio da dove io sto andando, o perlomeno questa è la mia intenzione. Mi sono portato un po’ di euro ed i miei pantaloncini da surf. Andiamo.”

Dopo tutto questo cominciò il volo. (Finalmente… non doveva essere una storia di parapendio?) Per prima cosa le pianure e gli altopiani del nord-est, poi le linee di basse colline ad est di Stara Planina con un paio dei miei fin troppo caratteristici salvataggi bassi, arrivando fino a raschiare la polvere dal terreno, poi le pianure di Gornotrakiiska Nizina e la mia crescente preoccupazione di non farmi trascinare troppo ad est e di finire per entrare in territorio turco (che, con l’attuale regime di quel paese non costituisce un opzione), così lasciai la strada di cumuli per spostarmi a destra, un po’ troppo tardi ma in quel momento non lo sapevo, avevo perso un po’ di tempo ma funzionò ugualmente ed alla fine, nel tardo pomeriggio,  mi trovai sopra le verdi montagne di Rhodopi, entrai in profondità nel gruppo montuoso esplorando il terreno per cercare un atterraggio e delle case dove poter trascorrere la notte se avessi dovuto bucare, lentamente, pazientemente, lavorai inseguendo il mio record e la mia spiaggia, e… hop! funzionò, superai l’ultimo crinale in corrispondenza del confine greco, il record bulgaro era 10 km più avanti, mentre io stavo ancora salendo scarrocciato leggermente dal vento, lontano, sempre più avanti fino a quando il mare fu sotto i miei piedi ed io lo guardavo come se fossi dallo spazio. Avevo la sensazione di poter volare OVUNQUE da là, ed il record fu a 9, 8, 5, 2, 1km di distanza, feci partire un breve video per registrare quel momento, e… “Sì!!” ce l’avevo fatta!, avevo superato i 323 km. Continuai ad andare avanti, ancora alto ed in condizioni confortevoli, rilassandomi nel mio imbrago e godendomi la luce del tramonto. Originariamente, il mio progetto era di atterrare sull’isola di Thassos ed ora l’isola era lì sotto i miei piedi, avrei potuto raggiungerla, ma pensai che fosse più opportuno procedere verso la terraferma ed stendere il mio record, in quel modo anche il mio recupero sarebbe stato più veloce, se il giorno successivo non avessi dovuto attraversare un braccio di mare in barca, così procedei sul continente, ma con l’idea fissa di andare ad atterrare dove avevo pensato che questo volo dovesse finire: su una spiaggia in riva al  mare. Così mi trovai a calpestare la sabbia proprio mentre il sole toccava l’orizzonte, dopo 350 km di grande avventura su nuovi territori. Mi levai tutti gli abiti, eccetto i miei pantaloncini ad surf e celebrai il tutto con un fragoroso: “Yaaah!” mentre mi tuffavo in acqua per nuotare a stile libero.

Più tardi, un amico dalla città di confine di Petrich venne a prendermi ed andammo insieme a mangiare del pesce ed a farci una birra in un piccolo ed elegante locale nel centro di Kavala, la città dove ero atterrato. Per tutta la notte viaggiai sulla strada del ritorno per la Bulgaria, un’altra avventura si era conclusa felicemente.

Nel futuro, quanto più conoscerò il mio paese e migliorerò nell’esperienza, altre e più grandi cose arriveranno. La Bulgaria lo consente, ed io la amo”

Yassen ha volato con il suo Enzo3

Per vedere la simulazione del volo click qui
Per il track log del volo click qui

Le più vive congratulazioni da tutto il Team OZONE”