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Lex e il suo primo triangolo FAI di 300+ Km

agosto 4, 2017

L’estate europea è stata costellata da voli incredibili e noi abbiamo ricevuto storie da ogni dove. Il resoconto di questa nuova avventura ci viene dal Sud Tirol, in Italia, dove Lex Robe segue il suo istinto e, contro ogni pronostico, trova la linea giusta per completare il suo primo triangolo FAI di oltre 300 km partendo da Grente, nella splendida Valle di Anterselva, buon divertimento:’Lungo la strada per il decollo eravamo un po’ incerti sul meteo. Quasi nessuno dei miei compagni di volo aveva seguito il mio invito pubblico ‘Grente’ su Facebook, forti piogge ci avevano accompagnato da Emberger Alm fino l’Italia e, infine, solo noi sei austriaci e due soli piloti locali con un tandem avevano creduto nella giornata e si erano arrampicati fino alla sommità della Grente Alm sopra Anterselva. Anche se partimmo un po’ tardi, fummo ricompensati da una massa d’aria già attiva e soprattutto con una base già elevata fin dalla prima termica. Così, venne scongiurato il rischio iniziale di bucare i primi decolli e la via per il Großglockner (vetta più alta dell’Austria) fu un gioco da ragazzi: venti deboli e basi alte ci consentirono di prolungare in sicurezza il tratto verso la prima boa a est.

Dopo aver aggirato la boa, la lotta contro 10-20km/h di vento contrario per tutti i 120 km dal Großglockner fino alla testata ella val Ridanna fu la chiave della partita. Mentre tutti gli altri piloti bucarono a causa del vento occidentale, noi, con le nostre vele Ozone ad alte prestazioni riuscimmo a surfare il cielo piuttosto comodamente e perfino in maniera efficace: per percorrere questi 120 km controvento io impiegai poco più di 3h:35’ ad una velocità media di 31 km/h – incluso un lungo periodo di veleggiamento necessario per superare la val Ridanna, che era  completamente in ombra e quindi termicamente inattiva. Siccome era ancora abbastanza presto, ero fortemente motivato nel trovare in qualche modo la mia strada fino a Sölden, ma una doccia di nevischio distrusse quel sogno prematuramente. . .

Fui costretto a planare per tutta la strada del ritorno fino al Monte Cavallo vicino a Vipiteno per trovare un po’ si soleggiamento che riscaldasse nuovamente le termiche. Ma da lì in poi il volo fu facile, con i venti occidentali combinati con l’alta base cumulo di 4000m che mi aiutavano molto, e la  veloce progressione verso le Dolomiti fu uno scherzo.
Il panorama verso sud generalmente è tipico per il suo forte soprasviluppo, ma per oggi  la voce ‘cumulonembi’ non aveva riscontro pratico:  fui in grado di fare base a oltre 4400 m e planare verso sud spinto da venti nord-occidentali semplicemente alla velocità di trim, per ridurre al minimo la mia perdita di quota lungo il mio percorso sotto un cielo blu. Poiché era ancora presto per questo giorno di piena estate, trovai anche il coraggio di veleggiare lungo una monumentale parete che non avevo mai conosciuto prima: il Civetta. Una parete di oltre 1000m che sembrava una conchiglia verticale di corallo eroso, pazzesco. Che momenti mentre risalivo la parete veleggiando vicino alle rocce!

Ebbi il coraggio di volare anche un po’ più a sud, prima di dirigermi nuovamente verso nord, in direzione del mio decollo che era ancora a 50 km di distanza. Alle 18.20 il  sole era ancora alto e scaldava la linea di pareti occidentali che avevo davanti. Così cominciai ad avere fiducia sul fatto che fosse possibile completare il ritorno, perché le previsioni davano venti meridionali nelle aree più basse, e questo era senza dubbio quello di cui avevo bisogno. Anche se non fui mai costretto a passare in ‘modalità di sopravvivenza’, ero comunque felice di essere aiutato dal (correttamente previsto) vento meridionale. Le condizioni erano ancora ‘attive’ e con una visita prudenziale alla gruppo montuoso del Kreuzkofel, trovai quello in cui contavo: un cumulo ben formato, con la base a quasi 4000m, che mi aiutò nell’ultimo guadagno di quota prima della mia luuunghisssima e gratificante planata finale verso il mio atterraggio.
E proprio come ciliegina sulla torta: il vento settentrionale in quota era completamente scomparso e l’efficienza che avevo mi fece letteralmente urlare di gioia. Avevo completato il primo triangolo FAI di 300km della mia vita! E c’era un’altra lezione appresa: mai respingere troppo prematuramente una giornata buona ma complicata, mai!
Quando si guarda il tracciato della mia planata finale si può comprendere come sia atterrato ancora abbastanza presto per quella giornata, i cumuli stavano ancora lavorando! Alle 20:20 misi nuovamente i piedi a terra, dopo dieci ore e mezza di giri nei cieli del Sud-Tirol. Con lo Zeno avevo tenuto una media di 29,6km/h – grande! Soprattutto nella sezione più lunga con vento contrario. . .

Sono realmente entusiasta. Grazie Ozone per aver creato una vela così piacevole da volare!”

Per la traccia di Lex, click qui

Congratulazioni da tutto il Team Ozone.