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Mike Cavanagh Vola per 101km: da Cumbria alla Scozia

July 23, 2009

L’obiettivo di volare per 101 km in linea retta è a lungo sfuggito a tutti i tentativi della comunità di parapendisti del Cumbria, ma recentemente, il direttore esecutivo di Ozone: Mike Cavanagh, è fuggito dal suo computer ed è decollato con il suo Mantra M3 da Blease per un volo di 101.75km verso i confini della Scozia.

Mike è uno dei fondatori della nostra società, e per oltre un decennio ha trascorso molto più tempo dirigendo Ozone che in volo, sebbene attualmente riesca a trovare il tempo per acchiappare le poche termiche buone nelle giornate giuste.

Ozone è una società composta da piloti, e siamo fieri del fatto che perfino il nostro direttore esecutivo se ne vada in volo per un cross quando è buona. Perfino il nostro team di sviluppo e test, dopo aver trascorso un’intera settimana in volo a perfezionare le vele, si dedica all’avventura del cross nei weekend. Infatti, David Dagault (Capo Test Pilot e Designer) e Luc Armant (Test Pilot) stanno attualmente guidando la classifica della lega francese di cross!

Ecco qui sotto alcune note di Mike sul suo volo record:

“11 luglio – che sorpresa! C’era sempre la solita indecisione – se andare da qualche parte verso i  south lakes – Barkin, Cautley, …se il vento fosse stato debole, magari fino a Langdales. Magari verso Dales e poi Staggs oppure Semer Water. Fortunatamente, il fatto che la mia auto si trovasse ancora presso la cava di Clough, dopo che il giorno prima avevo volato da là fino a Whitestones, e Ben si stesse offrendo di portarci in auto fin là, disperando che noi potessimo arrivarci in volo, ci fece decidere di dirigerci verso nord. Mentre ci trovavamo nei north lakes eravamo sempre stati indecisi tra andare a Souther o Blease. Vedemmo piloti alti sopra Souther ma quando decidemmo di dirigerci là vedemmo solo gente che raspava a filo della collina con il vento da sud. Catherine e Katie puntarono verso la collina alta ed ebbero una fortunata pausa del vento con un solo cumulo in formazione che le aiutò a fare quota. Noi intanto eravamo ancora determinati di andare a Dales, dove le nubi di Pennine sembravano molto migliori fino a quando decidemmo per la più tecnica e diretta opzione di Blease. 

La scelta si rivelò corretta, ed in verità piuttosto ventosa. Io ero dell’opinione di tentare un triangolo, ma il vento e le termiche turbolente vicino alla sommità mi fecero considerare l’opportunità di muovermi seguendo il vento. Perciò mi diressi verso Souther dove arrivai molto alto, perciò con tutte le opzioni ancora possibili. I bei cumuli di Pennine si estendevano fino a Carlisle, perciò pensai di fare un traverso sotto il cielo blu sperando di trovare qualche cosa che mi consentisse di arrivare tanto distante. In realtà la planata fu molto piacevole, senza che dovessi pensare alle colline! 

Sopra il solitario mulino a vento di Calbeck, in fronte a Carrock, la situazione cominciò a farsi critica, ma il mio obiettivo principale, la cava, era ormai vicina da raggiungere, giusto al di là di quello che sembrava un allevamento di polli. Seguire il vento aveva funzionato e sebbene i cicli di termica non fossero ancora ben organizzati alle basse quote, una termica mi sollevò un’altra volta in alto; anche lo scarroccio non era molto differente dalla direzione dove volevamo andare, verso Solway vicino a  Carlisle, e verso una zona dove si vedevano bei cumuli in abbondanza. La planata fu perfetta e la prima nube funzionò a meraviglia; avevo raggiunto il mio obiettivo ed avevo ancora una sensazione positiva. Sembrava che ci fossero dei bei cumuli nella direzione che avrei potuto prendere giusto seguendo il vento, sebbene si trovassero al limite di una zona di cielo blu. C’erano anche nubi migliori se mi fossi diretto a nord, ma il timore di vento forte che avrei trovato leggermente al traverso, insieme alle colline e le vaste zone boschive, mi persuase di matenermi sotto le nubi indipendentemente da quanto sostenessero.

La strada di cumuli mi mantenne anche vicino alla strada, e funzionò come un segnavia da sogno. Girai molte più termiche fino in base di quante planate feci, abbandonandole solo quando l’ascendenza diventava forte in quota. Non scesi mai al di sotto degli 800m, fino a Moffat! e penso che la contraerea che i piloti scozzesi avevano piazzato per impedire che noi piloti inglesi valicassimo la frontiera, doveva essere andata a farsi un piatto di haggis (pudding di cuore e fegato di pecora) quando attraversai il confine con un sorriso.
Lungo la via, alcuni mulini a vento mi confermarono il vento da sud-est. A Moffat mi trovai davanti d un’altra scelta. La mia strada di cumuli nella direzione del vento si dissolveva in un cielo blu, ma c’erano molti bei cumuli se, con vento laterale, mi fossi diretto verso la valle di St Mary’s Loch. C’era ance una terza opzione tra le due: tirare diretto a nord, ma c’era un po’ troppo blu andando su Devil’s Beeftub, una zona dove tempo prima avevo bucato assieme ad Alex non riuscendo a trovare alcuna termica. Non volevo ritentare la fortuna.

Quando arrivai sopra Moffat sapevo di aver raggiunto la distanza limite di molti piloti che mi avevano preceduto in passato e sebbene i miei cumuli andassero estinguendosi, sembrava che mi avrebbero comunque sostenuto fino a valicare la distanza di 100km! Tinto mi chiamava e la strada, era sulla mia rotta! Presi la decisione e mi infilai dentro la più rude delle termiche, una bella sveglia dopo le tante belle ascendenze alle quali ero abituato. trovai un +8 che mi costrinse a lottare non poco ma che alla fine mi portò molto in alto. Nel frattempo le nubi si erano completamente dissolte più velocemente di quanto mi aspettassi ed il mio traverso successivo finì per essere l’ultimo con il dissolversi dell’ultimo cumulo. Valutai l’idea di appoggiarmi ad una collina per attendere che migliorasse, ma il mio gps mi dava una distanza di 98km, se avessi continuato la planata atterrando vicino alla strda avrei comunque superato il 100km in linea retta. Toccai terra un poco prima di quanto mi aspettassi quando atterrai vicino al pub di Crawford – 101.75km. Avevo un bel sorriso stampato in faccia e la speranza che lo strumento dicesse la verità.
Alcuni perfetti passaggi in autostop mi portarono a recuperare la mia macchina prima delle 8 di sera. 

Proprio così, oggi sono contento di aver scelto di dirigermi verso Blease!!”