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BUON ANNO NUOVO DA OZONE!

Come sanno bene coloro che volano, la vita spesso riproduce le ascendenze e le discendenze che sperimentiamo nell’aria. Il 2021 è stato un altro anno di salvataggi bassi e forti ascendenze per Ozone. I nostri piloti hanno vinto premi sulla scena delle competizioni, hanno volato nei posti più alti della terra, ma, a causa della pandemia, abbiamo anche affrontato condizioni difficili nel nostro stabilimento di produzione in Vietnam. Ciò ha influito sulla nostra capacità di fornire prodotti e lanciare nuovi modelli. Siamo lieti di annunciare che ora siamo tornati alla piena produzione e che i nostri tempi di consegna stanno iniziando a migliorare. 

I nostri team stanno lavorando duramente per evadere il più velocemente possibile gli ordini in sospeso, in modo da poter rilasciare anche i nuovi ed entusiasmanti prodotti su cui il nostro team di ricerca e sviluppo ha lavorato. Ecco un breve aggiornamento sugli sviluppi futuri.

Lo Zeno2 è in fase di completamento e sarà rilasciato entro l’estate. Il 2022 sarà probabilmente l’anno in cui il 2-linee EN C raggiungerà la maggiore età e naturalmente Ozone sarà in prima linea su questa nuova generazione di vele con un modello entusiasmante. Visitate con assiduità questo sito per essere immediatamente informati sui nuovi arrivi! Lo Swift6 seguirà le orme del Rush6 ed il suo grande successo. Anche lo sviluppo degli imbraghi sta procedendo rapidamente, con una Forza2 completamente rivista in arrivo, nonché una nuova imbragatura per principianti. Le date di lancio di questi prodotti dipendono ancora dai miglioramenti dei processi produttivi in fabbrica, ma possiamo assicurarvi che varrà la pena aspettare.

Come sempre, il nostro obiettivo sarà quello di portare il sorriso sui volti di tutti coloro che volano con Ozone. Vi ringraziamo per la vostra pazienza e comprensione e vi auguriamo tutto il meglio per il 2022. Volate alti!

Nell’immagine: Thomas Jeanniot mentre compie il Tour du Mont Blanc nello scorso settembre con il suo Rush 6.

Photo by Olivier Laugero @olivierlaugerophoto

HERNAN E MARCOS STABILISCONO IL NUOVO RECORD ARGENTINO SU TRIANGOLO FAI

Sabato 4 dicembre, il pilota del Team Ozone Hernan Pitocco ed il suo amico Marcos Rosenkjer hanno stabilito il nuovo record argentino completando un triangolo FAI di 217.9 Km in  Patagonia.

Hernan riferisce: 

Martedì 30 novembre ho ricevuto un audio da Manu Canale col quale mi informava che erano in arrivo due giornate ben volabili nella zona di Bariloche-Bolson per i giorni 4 e 5 dicembre. 

Avevo già chiesto a Manu di tenermi aggiornato non appena avesse rilevato una buona finestra di volo nella complicata meteorologia del luogo. I giorni di volo non abbondano in Patagonia, ma quando accadono, è uno dei posti più incredibili in cui abbia mai volato. Diffondo subito la buona notizia in uno dei gruppi WhatsApp che condivido con amici interessati a fare triangoli o volo di distanza in quella particolare zona  

Non c’era tempo da perdere perché la Patagonia è abbastanza lontana da dove vivo, 1700 km a sud di La Cumbre. Nel frattempo, l’unico pilota del gruppo in grado di liberarsi dai suoi obblighi ed essere pronto come un soldato per l’avventura con così poco preavviso era Justo Firpo. Lo stesso giorno in cui me lo confermò, acquistammo i biglietti aerei Buenos Aires-Bariloche dell’unico volo disponibile. Dovevo ancora capire come fare gli 800 km che separano la mia casa di Cordoba dall’aeroporto di Buenos Aires. Dato che non c’erano posti nell’unico volo Cordoba-Buenos Aires, non avevo altra scelta che salire su un autobus. Ho viaggiato tutta la notte e sono arrivato il giorno dopo la mattina. Alla fine, mentre mi stavo imbarcando sul volo, mi sono chiesto se ne sarebbe valsa la pena.  

Arrivammo a Bariloche venerdì 3 dicembre nel pomeriggio e fummo accolti con un’atmosfera fantastica da Leonel che ci ospitò in uno dei suoi appartamenti. Con nostra sorpresa, tirò fuori un’enorme mappa stampata in vinile della zona. Immediatamente, la stendemmo sul pavimento ed iniziammo ad esporre le nostre idee sul nostro volo! 

Poi arrivò ​​Hernán Dilonenzo e poco dopo Ernesto Gutierrez, due vecchi lupi dell’aria di Bariloche con grande esperienza nella zona, che finirono col friggerci il cervello con tutte le info del posto! Avevamo saltato il pranzo, si stava facendo tardi ed eravamo piuttosto stanchi per il lungo viaggio, perciò andammo a mangiare un boccone nel primo posto che trovammo ad un paio di isolati da dove stavamo. Quando tornammo preeparammo tutta la nostra attrezzatura affinché fosse pronta per il giorno successivo e finalmente andammmo a dormire.

La sveglia suonò rumorosamente alle 6 del mattino di quel sabato… Marcos Rosenkjer venne a prenderci con la sua macchina e ci portò alla base del Cerro Catedral. Noi tre camminammo in salita per circa mezz’ora con i nostri zaini fino più o meno a metà dell’altezza della montagna. L’idea era di decollare non appena le condizioni lo permettevano, ma era mite, troppo mite, non c’era alcun segno di attività, nemmeno una brezza leggera. Era come se l’aria fosse completamente svanita. Vedemmo un gruppo di giovani piloti iniziare a decollare sotto di noi ma no, non c’erano termiche. 

Verso le 11 sembrò che la giornata stesse cominciando. Decollammo non appena fummo pronti. Erano le 11:30 e le condizioni erano buone ma la base era ancora bassa e la temperatura abbastanza mite. Ne facemmo buon uso e gradualmente iniziammo a salire fino a qundo rimontammo sulle cime più alte alle nostre spalle, risalendo seguendo la topografia .

Sorvolammo le incredibili guglie ad ago che danno il nome alla Montagna della Cattedrale. Quindi, passammo alla montagna successiva. L’avventura era iniziata! Eravamo lì, Justo, Marcos e io, che volavamo insieme come una squadra. Tutti e tre all’inizio fummo abbastanza prudenti, ma presto iniziammo a perdere confidenza, combinata alla nostra capacità di comprendere come funzionavano le termiche. Più o meno, tutto sembrava funzionare. Cioè, se cercavamo trovavamo. Anche se niente era molto potente e rimanevamo sempre con un’altitudine finale tra i 2300 e i 2700 metri. 

Cominciammo ad avanzare saltando da una montagna all’altra. Le valli sono molto strette, molte non hanno alcun accesso. Dovevamo stare attenti a non essere troppo bassi in nessuna di quelle perché sarebbe stato difficile riuscire a scapparne fuori.  

Dopo 3 ore e 45′ superata una zona di volo di incredibile bellezza ed anche abbastanza selvaggia, raggiungemmo il nostro primo punto di boa. Era il sud più lontano che raggiungemmo durante il nostro percorso. Eravamo sul Lago Puelo, sullo spartiacque del confine internazionale. Infatti, in quegli ultimi chilometri prima di dirigerci a nord-est, attraversammo anche il confine con il Cile per un paio di metri. Quello era un punto critico nel nostro volo. Eravamo troppo bassi e fummo costretti a trascinarci attraverso la Bolson Valley che in quella parte è molto ampia. Fu allora che perdemmo il contatto con Justo, che era un po’ basso su una collina e cercava di risalire. 

Nel frattempo, Marcos ed io riuscimmo a raggiungere la punta meridionale del monte Piltriquitrón, dove trovammo delle belle bombe che, purtroppo, non ci portarono abbastanza in alto. Quella parte rocciosa del Piltriquitrón è stata anche la parte più turbolenta del volo. Potevo vedere l’ala di Marcos muoversi e sentire la mia, è allora che sei felice di essere a bordo di un parapendio così sicuro come l’Ozone Zeolite!    

Dalle montagne alla steppa, ma prima dovevamo attraversare una zona di vette quasi sconosciute. Per quanto ne so, Marki Green è la persona che più si è avventurata in quell’area. Tuttavia, la nostra rotta era molto più a est di quella.  

La topografia era cambiata. Il terreno diventava sempre più arido, in tutte le sfumature dei colori brunastri. Ancora una volta pensai che stavo procedendo troppo basso e che sarei finito con l’atterrare da qualche parte in quella zona se le cose si fossero fatte più complicate. Questo era un mio pensiero ricorrente. L’opzione migliore, nel caso fosse andata male sarebbe stata quella di passare la notte in cima a una collina e decollare il giorno successivo. Stavo rimurginando quel pensiero, quando all’improvviso, proprio quando pensavamo che Justo fosse già atterrato a Bolson, sentimmo la la voce di Justo alla radio VHF che ci informava che era basso in una zona complicata e che stava per atterrare. Immediatamente, ci impegnammo per spremere ogni goccia di termica che avevamo per assicurarci il massimo della quota. Si stava facendo tardi. L’unico indizio che poteva portarci a chiudere il nostro triangolo era un’unica linea di nuvole formata da una convergenza che era ancora più ad Est di noi. Remammo e remammo con le nostre barche fino a quando finalmente non la raggiungemmo! Era lì che Windy aveva previsto una base a 4300 m e così fu. Avevamo finalmente raggiunto quella super base!

La temperatura era scesa notevolmente. Lo sentivi nelle mani, nel naso e sulla fronte. Ma a chi importava! Spingemmo la speedbar e plannammo lungo i 35 km rettilinei di quella linea di pura felicità che ci eravamo guadagnati su quell’autostrada. Un’autostrada con paesaggi meravigliosi nella luce dorata del pomeriggio. Quando scendemmo da quella strada e ci guardammo indietro, vedemmo che le nuvole iniziavano a dissolversi. Avevamo attraversato appena in tempo!    

Un’ultima planata da un’altitudine di 4000 metri, dove riuscimmo a malapena a scalfire le ultime bolle della giornata ed era finita. Atterrammo su una bella serie di campi con i cavalli, a pochi chilometri a sud del lago Nahuel Huapi. Prima che potessimo slacciarci dall’imbracatura, c’era già un pick-up sconosciuto che ci aspettava. Che ci riaccompagnò subito in città! 

Per la sorpresa di Marcos, avevamo appena stabilito il nuovo record argentino di triangolo FAI! 

La storia di Justo merita un intero capitolo a parte. Trascorse la notte nel suo sacco a pelo su una collina, vicino a un lago, sotto un cielo stellato. Disse di aver sentito suoni selvaggi quella notte ed in tre occasioni aveva scrutato intorno sperando che non fosse un puma! 

Riuscì a decollare il giorno successivo e a volare fino ad un’Estancia che era di proprietà di un principe del Qatar. Quindi i dipendenti lo informarono subito che non poteva stare lì e lo aiutarono gentilmente a trovare un passaggio, per tornare a Bariloche con un ragazzo svizzero che vive in Argentina da anni comprando pecore da tutta la Patagonia.  

Il nostro amico arrivò finalmente a Bariloche il giorno successivo intorno alle 22:30, con un interessante puzzo di pecora addosso. Ci ritrovammo in un bar per festeggiare. Condividendo le nostre esperienze, mangiando come si deve, allietati da una meritata birra alla spina della Patagonia”

per vedere la traccia di Marco: click QUI 

 Congratulazioni e ciao da tutto il Team OZONE!

RUSS, HONO, LUC, DOMINANO I MONDIALI!

Russ Ogden, Honorin Hamard, e Luc Armant, tutti componenti dell’Ozone R&D Team (il Team di ricerca e sviluppo), hanno vinto il campionato mondiale piazzandosi rispettivamente al primo, secondo e terzo posto assoluto. Tutti loro volavano l’Enzo 3 ed il nuovo imbrago Submarine. 

La Ozone Team pilot, Yael Margelisch, è stata incoronata regina dei mondiali, seguita dalla nostra Seiko Fukuoka in seconda posizione e da Klaudia Bulgakow in terza. Tutte volavano con l’Enzo 3. Il Team Great Britain si è aggiudicato il podio della classifica per nazioni in una prima assoluta.  

Diciassette dei primi venti assoluti volavano con l’Enzo 3! Grazie a tutti i piloti che hanno volato Ozone e congratulazioni a tutti i partecipanti. 


Ruth Jessop, di PWCA.org, ci riferisce sull’ultima task in Argentina:

“Oggi ha albeggiato con cieli blu e sole splendente. E’ stata fissata una task di 80km con una breve frazione verso nord seguita da un lungo tratto verso sud, con due punti di boa.

In classifica generale tutto era nelle mani di Russell Ogden e Honorin Hamard. Nella classifica femminile poteva vincere qualsiasi delle prime dieci, e anche la classifica nazionale era spalancata. Quindi, l’atmosfera al decollo era mozzafiato.

Stephan Morgenthaler è partito in solitaria all’inizio della gara tenendosi vicino alla cresta mentre molti hanno lottato con le condizioni nuvolose e sono atterrati. La giornata poi è migliorata, consentendogli di consolidare la sua posizione e dominare la testa della gara, superando per primo la linea di End of Speed ​​con il 100% dei punti di lead out, facendo sua la giornata.

Russell e Honorin hanno danzato l’uno intorno all’altro per tutta la durata della gara, rischiando più volte di atterrare.

E’ stata una giornata durante la quale frequentemente il vento ha cambiato direzione, spesso con vento contrario. I numerosi salvataggi a bassa quota di Russell e Honorin hanno portato un pubblico record a seguire la gara. Alla fine, hanno attraversato l’End of Speed ​​ad 1 minuto e 32 secondi l’uno dall’altro, il che non è stato sufficiente ad Honorin per conquistare il titolo.

Per la prima volta da quando Bruce Goldsmith vinse il titolo nel lontano 2007, abbiamo un Britannico come Campione de Mondo di Parapendio: Russell Ogden.

Per la prima volta in assoluto, la Gran Bretagna ha vinto i Campionati del mondo di parapendio. Complimenti a Russell Ogden, Martin Long, Idris Birch, Sebastian Ospina, Theo Warden (campione europeo attuale) e al loro team leader, Jocky Sanderson.

Complimenti a Yael Margelisch che oggi ha disputato una grande gara arrivando in goal come nuova campionessa femminile e in 18° posizione assoluta.

All’inizio della gara Yael ci aveva detto: Puoi surfare sull’onda, ma l’onda non dura per sempre. Voglio ottenere un buon risultato qui in modo da poter rimanere in cima all’onda. Missione compiuta, con un’onda molto grande!

Complimenti a tutti coloro che si sono così tanto impegnati nell’organizzazione di questa competizione e nell’averla resa un successo di tale portata. Il Meet Director: Sergio Bujazha e l’organizzatore generale, Matias Fortini, passeranno nella leggenda sui libri di storia del parapendio per aver realizzato un campionato mondiale di parapendio, con 150 piloti, nel mezzo di una pandemia!

Grazie, infine, all’adorabile Loma Bola, con il suo terreno ricco di foreste e cieli impegnativi, speriamo di rivederci presto”

Per tutti i risultati, Click qui

Congratulazioni a tutti i piloti e ciao da tutto il Tem OZONE

OZONE DA IL BENVENUTO NEL TEAM A JOACHIM OBERHAUSER

Joachim è uno dei pochissimi piloti al mondo ad aver vinto i titoli di Campione del Mondo, Campione Europeo e Campione Nazionale. Amico di lunga data di Ozone, è un pilota carismatico e umile, sempre pronto a condividere consigli e buonumore con i piloti che lo circondano.

Joachim vive in Sud Tirol, nel cuore delle dolomiti, insieme alla sua stupenda famiglia di quattro figli. Joachim è un talento straordinario, che ha saputo raggiungere i massimi traguardi mondiali pur non essendo un professionista del volo, infatti, si ‘guadagna il pane’ commerciando macchine agricole, e quando non vola, nel tempo libero pratica hike & fly, alpinismo e sci.

Il commento di Joachim sull’ingresso nel Team Ozone, che lui considera un traguardo illustre nella sua carriera di pilota:

Logicamente sono super-contento di entrare a far parte del Team internazionale di Ozone e mi sento molto onorato. Ma questo traguardo è il risultato di più fattori che hanno collaborato in maniera positiva: uno dei principali è il supporto del distributore italiano: Airecornizzolo, durante gli ultimi 10 anni, senza quello non sarebbero stati possibili tutti i risultati ottenuti. E poi il fatto che volando con Ozone fin dai tempi del Mantra R10.2, ho trovato vele da gara che ad ogni nuovo modello miglioravano tantissimo e tutte mi davano un vantaggio sui miei avversari. Ora, essere nel team ufficiale, mi da un’ulteriore ed enorme motivazione per le prossime gare!

Sfortunatamente per Joachim, a causa delle restrizioni di viaggio vigenti nella sua patria, l’Italia, non sarà in grado di difendere il suo attuale titolo mondiale a Loma Bola, in Argentina, ma sarà pronto a tornare nell’arena mondiale nel 2023.

Non vediamo l’ora di supportare Joachim nelle sue future avventure di volo e gare.

Ciao da tutto l’Ozone Team.. 

OZONE COLOMBIA OPEN 2022

Dal 15 al 21 gennaio 2022 in Pie de Chinche, si svolgeranno i primi Ozone Colombia Open. Proseguendo con la tradizione dell’Ozone Chabre Open, questo sarà un evento imperniato sul divertimento e l’addestramento per i piloti che desiderano affinare le proprie abilità XC e sperimentare il piacere e l’emozione del volo in gara, senza lo stress e la pressione di un ambiente eccessivamente competitivo. Il leggendario coach XC, Jocky Sanderson, sarà sul posto per dare consigli pre-volo e tenere dei debriefing giornalieri, insieme a un altro pilota mentore attualmente da confermare. Con l’attenzione rivolta esclusivamente al divertimento e all’apprendimento, questo è l’evento perfetto per i piloti intermedi che vogliono migliorare il proprio volo. 

La partecipazione è limitata alle vele di classe EN C e inferiori. 

Come gli altri eventi spettacolari che abbiamo contribuito a creare (Ozone Caribbean Open, Ozone Krushevo Open), questa sarà una competizione gestita da professionisti e organizzata da esperti locali. Il team di Airnomads ha una storia di 12 anni di competizioni di successo, tra cui 2 eventi PWC, 2 eventi Super Final PWC, 2 British Open, un campionato mondiale FAI e altri open internazionali. 

Questo è un evento più piccolo rispetto ai soliti ed i posti disponibili sono limitati, quindi ti consigliamo di assicurarti un posto il prima possibile. Registrati su:  https://airtribune.com/ozone-open-colombia/

Ciao da tutto il Team, Ci vediamo nei tropici! 

L’INVERNO IN COLOMBIA: una nota di Lucho, organizzatore della competizione.

Negli ultimi undici anni la Colombia è diventata sempre più popolare tra i piloti stranieri come destinazione invernale. La prima ragione è ovviamente che durante l’inverno dell’emisfero settentrionale, la Colombia vive il meglio delle nostre due stagioni estive che abbiamo qui ai tropici. Con l’evolversi qui dello scenario del parapendio, è emerso un fattore più importante: i cittadini della Valle del Cauca hanno iniziato ad abbracciare il parapendio e la sua importanza per l’economia locale. L’afflusso di visitatori che praticano il volo libero ha notevolmente migliorato l’economia. La cooperazione tra le autorità civili e le imprese private ha rafforzato le infrastrutture e migliorato le cose sia per i locali che per i visitatori. Oggi la Colombia e la regione della Valle del Cauca sono una destinazione non solo per le eccellenti condizioni di volo, ma anche perché è riconosciuta come un luogo sicuro e culturalmente interessante da visitare. Splendidi paesaggi naturali, gente del posto accogliente e una fiorente società multietnica rendono questo posto meraviglioso da visitare per esplorarne le meraviglie naturali e vivere l’allegria di una società multietnica. 

La Colombia rappresenta di più che un viaggio in parapendio, è un’opportunità per uscire dalla tua zona di comfort e scoprire il vero comfort di essere il benvenuto ovunque tu vada, è un posto dove godersi l’aria in volo ma, soprattutto, un posto dove imparare il significato della vita semplice quando sei a terra.

La Colombia ti accoglierà a braccia aperte, vieni da solo, con la tua famiglia o con i tuoi amici! Se sei interessato a diverse attività contatta Airnomads Colombia:

http://www.airnomadscolombia.com

17mo CAMPIONATO MONDIALE FAI DI PARAPENDIO, TUCUMÁN, ARGENTINA, 2 – 12 NOVEMBRE 2021

Nel 1991 Robbie Whittal fu incoronato come primo campione mondiale assoluto nella storia del parapendio. 

Siamo quindi lieti di poter festeggiare i trent’anni di Campionati del Mondo qui in Argentina. Questa competizione è realmente speciale perché, anche solo poche settimane fa, nessuno pensava che si sarebbe disputata. Il meet director Sergio Bujazha e l’organizzatore generale, Matias Fortini, si sono guadagnati un posto nei libri di storia del parapendio per essersi impegnati a organizzare quella che, per un po’, è sembrata una Mission Impossible.. 

La competizione partirà martedì 2 novembre, per un massimo di 10 giornate di volo in gara, la premiazione sarà il 13 novembre.

Questa competizione si svolge vicino alla città di San Miguel de Tucumán, nel nord dell’Argentina, 1.250 km a nord-ovest di Buenos Aires. I piloti decolleranno da un crinale che spunta dalla giungla di Loma Bola a 1350 m, dove le pianure incontrano le pendici delle Ande. I piloti voleranno task strutturate sui terreni agricoli pianeggianti di fronte, pendii ricoperti di rampicanti e aride pianure a nord. 

Il Campionato Mondiale FAI si svolge ogni due anni, e vengono assegnati i titoli individuali e per nazioni. 

Ogni Team nazionale è costituito da un massimo di 5 piloti (inclusa una donna) con i 2 migliori punteggi. I piloti che non sono stati selezionati per la loro squadra nazionale possono ancora gareggiare purché anche loro soddisfino i criteri di selezione FAI. 

Questo campionato del mondo sarà un’opportunità per molti dei nuovi piloti emergenti di dimostrare di meritare il loro posto nella loro squadra nazionale. Saranno in gara 150 piloti e 37 nazioni. 

Tre squadre sudamericane si distinguono come favorite per il podio. L’Argentina è chiaramente una favorita con una squadra molto allenata al volo in termica e molta esperienza sul luogo. Anche Brasile e Colombia stanno schierando squadre ben equilibrate con piloti molto validi. 

Dall’Europa: Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Svizzera stanno tutte schierando squadre complete di quattro piloti maschili e una femmina che hanno gareggiato a molte delle gare di PWC che sono ricominciate di recente in Europa. 

Ci sono molte squadre più piccole, ma perfettamente formate, che vale la pena di tenere d’occhio: la Macedonia del Nord e Serbia per citarne solo due.

Dall’Asia, la squadra giapponese è qui ed ha fame di altre medaglie. La Corea del Sud ha finora vinto tutte le medaglie per aver schierato i piloti con il maggior numero di ore di volo per poter arrivare in Argentina: 120 ore ciascuno. Si spera che dopo un cambio di aereo, la loro prossima tappa sia il podio come squadra.

I piloti degli Stati Uniti detengono il record per il maggior numero di voli cancellati. Incrociando le punte delle ali… si spera che i loro voli nelle prossime due settimane decollino tutti nei tempi previsti.

La squadra francese è una delle favorite, ma Loma Bola è molto diversa dalle condizioni alpine a cui sono abituati molti dei loro piloti. Il Team della Germania ha un ingrediente essenziale; alcuni dei piloti più esperti e veterani di questa competizione. Una competizione a squadre spesso si basa sulla tattica e sulla conoscenza di come lavorare come giocatori di squadra, piuttosto che solo su singoli individui.

Su base individuale, alcuni dei favoriti in gara sono: il Campione Europeo 2018, Theo Warden; il Campione del Mondo 2017, Pierre Remy; il Campione Europeo 2016 e Mondiale 2015 Honorin Hamard; il Campione Europeo 2014 Torsten Siegel; il Campione Europeo 2012 Yassen Savov. 

Desiderose di ottenere una buona classifica generale e un posto sul podio femminile sarano Seiko Fukuoka-Neville, ex campionessa europea e mondiale femminile; l’ex campionessa mondiale femminile, Klaudia Bulgakow; e l’ex campionessa europea e mondiale femminile, Petra Slivova.

Anche il campione panamericano 2020, il brasiliano Rafael Saladini, e l’argentino Shauin Kao dall’Argentina, sono favoriti insieme a Keiko Hiraki, il campione asiatico 2012.

Per quanto riguarda il punteggio: quello che ogni pilota può accumulare è composto da tre parti: punti distanza, punti tempo e punti da leader. Ogni giorno viene calcolato su un massimo di 1000 punti. 

Per ulteriori info visitate: https://airtribune.com/17th-world-paragliding-championship-tucuman-argent/blog

State connessi!

Testo: Ruth Jessop

Foto: Veso Ovcharov

PWC LA RIOJA, ARGENTINA

Si è conclusa la tappa di PWC in La Rioja, Argentina, dopo 4 task estenuanti.

Il pilota francese François Cormier (Enzo 3) è stato incoronato degno vincitore della competizione. Ha volato costantemente bene, sempre al passo con i leader. Era tra i primi dieci in tutte e quattro le prove e il più veloce nel corso della quarta task.

i nostri complimenti vanno alla prima classificata della categoria femminile: la pilota statunitense Violeta Jimenez (Zeno), che disputava la sua seconda gara di PWC in assoluto, e si è piazzata come prima pilota femminile in due task e 43ma in generale.

Otto dei primi dieci assoluti volavano con lo Enzo 3. 

Per tutti i risultati visitate l sito: https://live.pwca.org/scores.php?comp=29

Congratulazioni a tutti i piloti e ciao da tutto l’Ozone Team.

Images courtesy of Veso Ovcharov / PWCA.org

PWC AKSARAY, TURCHIA, 4-11 SETTEMBRE

A giugno, siamo partiti alla grande a Gemona, in Italia, con un’entusiasmante competizione in 7 task. Sono seguite quattro task in Serbia, dove alcuni dei piloti più giovani hanno dimostrato di essere la nuova forza da non sottovalutare del parapendio. La Superfinal di Disentis ha superato tutte le aspettative, aggiungendo fino ad ora altre sette task al conteggio.

La prossima tappa sarà in Turchia. Con le sue forti termiche Aksaray promette di essere una competizione molto emozionante ed un gran posto per lanciare la stagione 2022.

Aksaray è un luogo davvero straordinario con decollo sui pendii dello spettacolare Hasan Dagi, un vulcano dormiente alto 3270 m. A parte l’aspra e conica montagna, dove si trova il decollo, il volo è principalmente su pianure calde, secche e aride, con piccole colline e alcune gole impressionanti. La gara è tecnica, cambiare strategia è spesso la chiave del successo.

Stai aggiornato su tutti i punti salienti e sui salvataggi a bassa quota su https://pwca.org e sulla Live App su https://live.pwca.org

Testo e foto courtesy of PWCA.org

LUC E SEIKO VINCONO LA PWC SUPERFINAL 2021

La più importante gara dell’anno ed anche degli ultimi anni, a causa delle cancellazioni per via della pandemia di COVID si è appena conclusa in Disentis -Svizzera- con l’Ozone designer, Luc Armant, che si è aggiudicato la medaglia d’oro e Seiko Fukuoka Naville che ha conquistato l’oro per la classifica femminile! (questa è la sua sedicesima medaglia d’oro in PWC ed il suo terzo titolo di campionessa della Superfinal! #GOAT).

103 dei migliori piloti competitori del mondo, si sono ritrovati nel cuore delle Alpi per volare sette task sugli aspri picchi rocciosi e sui ghiacciai nel cuore della catena alpina. In gara hanno volato per una distanza totale di oltre 500 km. 

Volando col suo nuovo prototipo d’imbrago: il Submarine, Luc Armant, ha vinto tre task ed il titolo assoluto di Campione della Superfinal. Nonostante un campo di vele molto competitive, i piloti hanno riferito che l’innovativo imbrago Submarine di Luc gli ha dato un significativo vantaggio, come pure agli altri due piloti che l’hanno usato in gara. 

I primi 10 assoluti:

1st  Luc ARMANT (Enzo 3, Submarine)

2nd Aaron DUROGATI

3rd Adrian HACHEN

4th Stephan MORGENTHALER (Enzo 3)

5th Baptiste LAMBERT (Enzo 3)

6th Christian MAURER 

7th Honorin HAMARD (Enzo 3, Submarine)

8th Joachim OBERHAUSER (Enzo 3, Exoceat)

9th Julien WIRTZ (Enzo 3, Submarine)

10th Ferdinand VOGEL (Enzo 3)

Dei primi dieci assoluti, sette volavano con l’Enzo 3 e tre di loro col prototipo del Submarine. 

Le prime 5 donne tutte con l’Enzo 3:

1st  Seiko FUKUOKA NAVILLE

2nd Meryl DELFERRIERE

3rd Nanda WALLISER

4th Yael MARGELISCH

5th Constance METTETAL

Top 3 Teams

1st Ozone

2nd Gin Gliders  

3rd Niviuk 

Per tutti i risultati visitate: live.pwca.org/scores.php.

Congratulazioni a tutti i piloti ed alla PWC per questo fantastico evento.

Ciao da tutto l’Ozone team.

Photos courtesy of Andy Busslinger / PWCA.org